lunedì 10 febbraio 2025

MANUALE ILLUSTRATO DI TOPOGRAFIA E ORIENTAMENTO

A coloro che ne faranno richiesta (francescogargaglia@libero.it) il manuale in versione PDF verrà inviato gratuitamente  Il manuale tratta in maniera semplice e con numerose illustrazioni i seguenti argomenti: la bussola,  uso della bussola, la carta topografica e i segni convenzionali, come orientare una carta, coordinate chilometriche, come calcolare un angolo di rotta, dislivelli e pendenze, come trovare la propria posizione, il GPS, uso del binocolo.



 BUSSOLA DELLA SUUNTO

Piccola e affidabilissima bussola della "Suunto"  da applicare al cinturino dell'orologio o da mettere nella scatola della sopravvivenza; la bussola ha una ghiera girevole con l'indicazione di gradi sessagesimali e un riferimento per l'impostazione di un angolo di rotta.

(Se nella vostra bussola a liquido si è formata una bolla d'aria sarà sufficiente metterla su di un termosifone caldo per alcune ore; il liquido riscaldandosi farà sparire la bolla).




ATTREZZI PER LAVORARE IL CUOIO

Per cucire il cuoio e realizzare un fodero per coltello occorrono alcuni strumenti che facilitano di molto il lavoro; vediamo quali sono facendo riferimento alla foto:

da sinistra a destra in alto:

- pinza per effettuare fori di varia grandezza

- filo cerato con aghi

- solcatore (lungo il solco viene effettuata la cucitura)

- lesine 

- sbordatore, per arrotondare i bordi

in basso:

- compasso con la stessa funzione del solcatore

- punzoni per la marcatura  precisa dei fori dove far passare l'ago

- punzoni per effettuare fori anche di generose dimensioni

Completano l'attrezzatura: ribattini, gemelli, taglierina, pinza, un righello, carta vetrata

 

domenica 9 febbraio 2025

 UN FODERO PER IL TOMAHAWK

Questo piccolo fodero per il Tomahawk della Cold Steel è stato realizzato in cuoio naturale chiaro colorato poi in marrone...


Per la chiusura dei due cinturini  sono stati utilizzati dei  "gemelli" che si acquistano nei negozi di accessori per calzature; i gemelli vengono fissati con una vite posteriore...


Il fodero è stato cucito a mano mentre i cinturini e l'asola per il porto alla cintura sono stati fissati con ribattini; i bordi sono stati rifiniti con carta vetrata (n. 300)  al fine di eliminare piccoli difetti dovuti al taglio...

Il fodero una volta ultimato è stato colorato con una tintura per cuoio (tipo "nero d'Inferno") colore marrone chiaro; una volta asciutta la tintura, sul cuoio è stata passata della vasellina bianca, per ammorbidire la pelle.

Tempo di lavorazione: 2 ore.  Materiali occorrenti: cuoio, 2 gemelli, ribattini, ago e filo cerato, lesina, punzone per effettuare i fori per i ribattini e gemelli.  I fori  dove far passare l'ago e il filo sono stati realizzati con un piccolo trapano a colonna che garantisce fori perfettamente verticali



 

I COLTELLI DA SOPRAVVIVENZA DEI

 PILOTI MILITARI

Francesco Gargaglia

L’introduzione del seggiolino eiettabile a bordo dei jet militari alla fine degli anni 40 ha incrementato notevolmente le possibilità di sopravvivenza dei piloti; il fatto di raggiungere incolumi il terreno per mezzo di un paracadute ha richiesto contemporaneamente la necessità di addestrare i piloti alle tecniche della sopravvivenza e fornirli di un adeguato equipaggiamento contenuto in un “survival-vest”.

I primi “jet pilot survival vest” in tessuto avevano un certo numero di tasche (somigliavano molto ai gilet usati dai pescatori) all’interno delle quali era contenuto il necessario per poter sopravvivere fino al momento di essere recuperati da una unità del Combat-SAR: bussola, specchietto da segnalazione, razione viveri e ovviamente un coltello.

Il coltello non doveva servire prioritariamente alla difesa; era più che altro uno strumento di lavoro idoneo a tagliare cinture e cordini o ad esempio per esviscerare un piccolo mammifero o un pesce.

Già negli anni ’30 Joseph Rodgers, coltellinaio di Sheffield, aveva prodotto per la Royal Air Force un coltello da sopravvivenza dalla forma particolare: l’impugnatura era costituita da due parti in legno rivettate mentre la lama, all’estremità fortemente ricurva, presentava un solo e affilatissimo tagliente. Il fodero era in cuoio scuro con un fermo per la cintura. Il modello fu poi ripreso dalla marina USA e realizzato con impugnatura galleggiante di colore arancione.

Nella Seconda guerra mondiale piloti ed equipaggi di volo utilizzavano “folder” o coltelli a lama fissa prodotti dall’industria civile e comunque non espressamente destinati a loro ; si trattava di coltelli del tipo “bowie” (o di robusti pieghevoli come quello in dotazione alla USNavy; dotato di 2 lame, una con filo diritto e l’altra con una leggera seghettatura, aveva le guancette dell’impugnatura in materiale plastico  con una leggera zigrinatura e fissate con 2 viti.Era anche diffuso l’uso di “coltelli a gravità” come quello prodotto per la Luftwaffe dalla ditta tedesca Carl Eickhorn di Solingen, modello poi ripreso dagli USA per le esigenze dell’OSS.Gli equipaggi che volavano a bordo dei bombardieri americani che operavano nel Pacifico furono equipaggiati invece con un corto machete pieghevole realizzato dalla Camillus Cutlery Company di NY ; introdotto nel 1942 , lungo circa 30 cm, veniva portato sotto l’imbragatura del paracadute.Il motivo per cui molte lame venivano prodotte con la punta arrotondata deve essere spiegato con il loro possibile impiego a bordo dei battelli pneumatici utilizzati a seguito di ammaraggio.Gli USA produssero tra gli anni cinquanta e settanta uno “switchblade” destinato alle aviotruppe ma che venne utilizzato anche dai piloti; il coltello aveva una due lame: una diritta ed l’altra ad uncino. Le guancette in materiale plastico e rivettate erano di colore arancio.Il vantaggio di questo coltello era nel fatto che poteva essere agevolmente aperto con una sola mano; la lama diritta era infatti sprovvista dell’unghia che compare invece sulle lame di tutti i pieghevoli.Successivamente al secondo conflitto mondiale emerse la necessità di dotare i piloti di jet, ma anche di elicottero, di un coltello che consentisse di mettere in atto le tecniche apprese nei corsi di sopravvivenza ed evasione e fuga.

Nel Regno Unito sempre la J.Rodgers produsse un particolarissimo coltello da portare sulla tuta di volo, fissato ad una gamba. Il coltello prodotto con 2 tipi di lama diversa (diritta o curva) aveva nel manico un sistema di arresto che lo fissava in maniera solidale al fodero metallico.

 

Il coltello, impiegato anche dal SAS, ha ai bordi dell’impugnatura due molle di serraggio che lo bloccano ad un perno posto nella parte superiore del fodero in acciaio (normalmente coperto da una guaina di canapa arancione). La punta della lama ricurva, per motivi di sicurezza, è smussata.

Gli USA che durante la guerra avevano prodotto un gran numero di coltelli da combattimento (il più famoso l’MK1 della Camillus destinato ad equipaggiare i marines dell’US Navy) inizialmente pensarono di adottare il modello n. 14 della Randall Company di Ontario in Florida ma dovettero poi rinunciare per il peso eccessivo.

La scelta cadde successivamente su due modelli: il survival-knife ordinato dallo Strategic Air Command  e il Jet Pilot Survival Knife prodotto sia dalla Camillus che dalla Ka-Bar e Ontario.

Il primo modello, oggi prodotto per il mercato civile dalla Boker, rimase in uso solo per alcuni anni; molto leggero, con un fodero in cuoio con impresso l’acronimo SAC, aveva una lama sottile più simile ad una lama per “sfilettare” il pesce, l’impugnatura era in dischi di cuoio con pomo in alluminio.

Il Jet Pilot Survival Knife invece è uno dei più validi coltelli da sopravvivenza mai realizzati: lungo in totale 24,1 cm è un coltello robusto e molto versatile.

La lama dalla forma classica “bowie” presenta uno “sguscio” (chiamato erroneamente “scolasangue”) che ne aumenta l’elasticità; dotata di corto controfilo ha il dorso seghettato per tagliare materiali di vario genere (compreso l’alluminio) e un brevissimo tallone (o ricasso).




I rami di guardia, in robustissimo acciaio, presentano un forellino per il passaggio di un cordino; in questo modo il coltello può essere legato in cima ad un’asta e trasformarsi in una lancia.

L’impugnatura in dischi di cuoio pressati e sagomati per aumentare il “grip” , ha un pesante pomo esagonale all’interno del quali viene ribattuta l’estremità della lama “full-tang”; il pomo può essere impiegato per battere, come la testa di un martello.

Il fodero in cuoio rinforzato da una lamina forata che ne consente l’applicazione al “survival-vest” o alla tuta di volo, presenta una piccola tasca con una pietra per riaffilare la lama. La lama può essere in caso di necessità riaffilata con facilità e inoltre presenta un efficace trattamento di brunitura per prevenire l’ossidazione.

Il JPSK prodotto ancora oggi soprattutto in Giappone è un coltello molto apprezzato da chi pratica il survival anche perché viene messo in vendita ad un costo molto accessibile; la Ontario Knife di NY a partire dal 2003 ha realizzato un versione (denominata ASEK (Aircrew Survival Egress Knife), con impugnatura e fodero in materiale sintetico. Il coltello viene fornito con uno specifico attrezzo multifunzione.

Anche la Fallkniven, una fabbrica svedese di coltelli, produce per le proprie forze armate eccellenti coltelli survival con lame realizzate con la sofisticata tecnica “sandvik”; il coltello a lama fissa che equipaggia i piloti è il piccolo ma robusto F1 con lama in acciaio V10 con una elevata durezza (59 hrc) e lunghezza di 10 cm, manico in Kraton e fodero chiuso in cuoio di colore nero.

 I piloti italiani sono equipaggiati oggi con 2 modelli specifici realizzati per l’Aeronautica Militare e adottati anche dai piloti di elicottero; si tratta di coltelli prodotti da imprese italiane che vantano una lunga esperienza nella fabbricazione di lame.

Sono due eccellenti coltelli con lama bowie e fodero di cuoio in colore verde-oliva (lo stesso delle tute di volo) provvisto di 4 bottoni automatici che ne consentono il fissaggio sulla gamba.

Il modello più piccolo  con lama lunga 11,8 cm presenta sguscio e dorso con breve seghettatura; il manico in dischi di cuoio ha il pomo in alluminio. I rami di guardia non sono orizzontali ma piegati uno verso l’alto e l’altro verso il basso. Il coltello in acciaio inox e prodotto dalla Olivetto ha una impugnatura di appena 8,5 cm, ma in questo caso si è preferito privilegiare le modeste dimensioni a detrimento della comodità.

Il secondo modello è molto più grande con lama lunga 15,3 cm e rami di guardia orizzontali (anche qui è presente un forellino per il passaggio di un cordino in nylon).

Il coltello prodotto dalla Bianchi o dalla Maserin ha un fodero che presenta alla estremità un puntale metallico di protezione.

Si tratta di due eccellenti coltelli (disponibili anche sul mercato civile) che non hanno nulla da invidiare ai tanti modelli prodotti oltremare.


Riferimenti:

  • F.Stephens: Coltelli da combattimento

  • L. Thompson: Survival fighting knives

  • S. Latham: Coltelli americani

  • L. Thompson: The military survival knife

  • I. Comi: Armi bianche corte contemporanee a lama fissa e lama mobile




TORNA......"IMPARIAMO A SOPRAVVIVERE"

 Dopo otto anni di silenzio torna "IMPARIAMO A SOPRAVVIVERE"  blog dedicato alla sopravvivenza, avventura, outdoor e coltelli




lunedì 11 dicembre 2017

AUGURI

Auguri di Buon Natale e Felice 2018 da Zanna Bianca


giovedì 7 dicembre 2017

SURVIVAL BRACELETS

Survival bracelets di vari colori e con chiusure di diverso tipo; anche le legature sono di più tipi. Nei braccialetti possono essere inseriti teschietti, bussole o chiusure con bussola, fischietto e micro lama.
Una volta imparata la tecnica (su Youtube ci sono decine di filmati) chiunque può realizzare braccialetti del colore preferito, l'unico problema è il PARACORD. Quello in commercio è di pessima qualità (proveniente per lo più dalla Cina) e una volta annodato si appiattisce con un effetto estetico pessimo. Difficile trovare del "paracord"  originale proveniente dagli USA dove anche le tinte sono più vivaci. Le chiusure in plastica di vari colori possono essere acquistate da Passionepericoltelli, Maxblade o SoftairMontani.






martedì 5 dicembre 2017

15 EURO PER UN BUSHCRAFT-KNIFE

Ecco come mi sono procurato un coltello per il bushcraft con appena 15 euro (o poco di più).
Ho acquistato dalla coltelleria Dolcimascolo di Roma una lama nuda al prezzo di 12 Euro. L'impugnatura l'ho realizzata con del semplice cordino  in nylon (ma ovviamente può essere fatta anche con paracord  mentre per il tipo di legatura è sufficiente andare su Youtube o Pinterest e si trovano decine di filmati su come legare e fissare il cordino ).


Per il fodero ho utilizzato un pezzo di cuoio che ho sagomato opportunamente; per  la cucitura e il bottone per la chiusura mi sono rivolto ad un calzolaio che mi ha chiesto 4 Euro.


Per una spesa irrisoria mi sono ritrovato un buon coltello per il bushcraft: lama realizzata in Pakistan lunga 10,5 cm, spessa 4 mm con guardia in ottone ad un ramo e foro per il lacciolo.
Nella foto in basso l'impugnatura del coltello è stata realizzata con 2 metri di paracord verde-oliva; la legatura è molto semplice da eseguire (in pratica si fa un nodo semplice su di un lato poi si rivolta la lama e si ripete il nodo semplice sull'altro....e si va avanti cosi!).



UN FODERO PER LA WETTERLINGS

La piccola accetta della Wetterlings non ha fodero ma solo una protezione in cuoio per la lama; e allora, per poterla portare alla cintura o attaccata allo zaino, ho realizzato velocemente questo fodero con un pezzo di cuoio e alcuni rivetti.


Prima ho realizzato un modello con la carta poi ho tagliato il cuoio fissandolo con i rivetti (volendo avrei potuto cucirlo a mano ma avrei impiegato più tempo); posteriormente ho fissato l'asola per la cinta. La chiusura l'ho fatta con un pezzo di velcro della 3M, lo stesso che si usa per bloccare il Telepass al parabrezza.


mercoledì 22 novembre 2017

RIVISTA "SURVIVAL"

E' in edicola il n. 4 della rivista bimestrale SURVIVAL-La guida alla sopravvivenza in ambienti ostili (costo 6,90 Euro)


EQUIPAGGIAMENTO...

NON C'E IL TEMPO BUONO E IL TEMPO CATTIVO....MA C'E' L'EQUIPAGGIAMENTO BUONO E L' EQUIPAGGIAMENTO CATTIVO


SCATOLE DELLA SOPRAVVIVENZA

Piccole scatole della sopravvivenza realizzate con contenitori stagni; ogni scatola contiene: coltellino pieghevole, cordino, fiammiferi controvento o accendino, cerotti, piccola luce a led, fischietto, bussola.


COLTELLO SURVIVAL

Coltello da sopravvivenza autocostruito delle dimensioni di 25 cm e peso di 300 gr. circa. Lo spessore della lama è di 5 mm e l'impugnatura è stata realizzata con paracord camo. Il coltello, che ho chiamato HOR (il Dio del silenzio) è equipaggiato con un semplicissimo fodero in cuoio con passante per la cintura.


ZAINO DEFCON5

Zaino DEFCON-5 OUTAC PATROL in cordura molto resistente (lo zaino pesa circa 1 kg)  delle dimensioni di 36x27x55 cm con una tasca anteriore che da accesso all'interno; in colore vegetato, verde o coyote-tan costa 56,00 Euro da Passionepericoltelli.


mercoledì 7 giugno 2017

COLTELLI FAI DA TE

Due coltelli realizzati con lame nude acquistate alla Coltelleria Dolcimascolo di Roma; si tratta di lam, provviste di guardia in ottone e  provenienti dal Pakistan dal costo molto accessibile.


Il manico del più piccolo è stato realizzato con un pezzo di legno di un vecchio bastone proveniente dal Trentino (forse uno Spaccasassi o Bagolaro); si tratta di un legno compatto, duro ed opaco. Il codolo è stato bloccato con un bicomponente.

Il manico della lama più grande (un bowie lungo 20 cm) è un tronchetto di corna di cervo; in considerazione delle dimensioni e peso il codolo è stato fissato con un bicomponente e un perno passante in alluminio (i fori chiusi con bicomponente si notano appena).



lunedì 29 maggio 2017

COSTRUIRE UN COLTELLO

Per realizzare un coltello si può ricorrere ad una "lama nuda" su cui montare poi un manico in osso (un tronchetto di cervo o daino è il modo più semplice); la lama già pronta, come quella della foto, si può acquistare per 15 Euro.


Se invece si vuole realizzare anche la lama allora si può fare come ho fatto io con una modestissima quantità di attrezzi; innanzi tutto ho comprato una barra di ferro dolce dello spessore 5 mm (costo 10 Euro) su cui fare delle prove. Dopo aver disegnato sulla barra il profilo della lama (codolo compreso) con un frullino e un disco per il taglio ho "creato" la lama. Con un lamellare con grana 40 l'ho poi sbozzata, arrotondati gli spigoli e creato il bisello.  Ho continuato a lavorare con grane da 60, 80 e 120 fino a che non ho concluso la prova (vedi foto).


Soddisfatto del risultato ho acquistato una barra di acciaio inox da 5 mm (costo 18 Euro) e ho seguito lo stesso procedimento realizzando due lame: una su cui montare un manico in corno di daino e l'altra (una pesante lama survival) con impugnatura in paracord. Le lame sono state lucidate poi con un disco per lucidare l'inox della 3M.
Tempo impiegato in totale: circa 8 ore.


Realizzare una lama come ho fatto io, ovvero senza la disponibilità di una attrezzatura professionale (levigatrice a nastro, sega a nastro, trapano a colonna etc.),  fa si che il "prodotto finale" non sia certo qualcosa di perfetto: anche se si tratta di lame non belle come quelle che si trovano in commercio comunque c'è la soddisfazione per il lavoro eseguito oltre al fatto che ci si può sbizzarrire con le forme.

Ovviamente le lame andranno temprate e per farlo mi rivolgerò alla coltelleria dove ho comprato la barra in acciaio (Coltelleria Docimascolo di Roma).

venerdì 5 maggio 2017

BORSA DA TRAPPER

Borsetta in pelle da trapper con un piccolo coltello autocostruito legato alla bretella di trasporto; la chiusura è stata fatta con una zanna di cinghiale. Per realizzare questa borsa ho speso non più di 10 Euro e  lavorato un paio di ore.


All'interno della borsa (come facevano i mountain-men) sono stati inseriti i seguenti materiali: un acciarino, una lama di rasoio, un mozzicone di candela, una piccola borraccia, una scatoletta metallica contenente l'esca per il fuoco (unica variante i fiammiferi controvento).



martedì 25 aprile 2017

TENDA CON IL PONCHO

Con il poncho e un cordino  è possibile montare una tenda monoposto in qualche minuto; in questo modo si è protetti a terra dall'umidità del terreno. Paletti e picchetti vengono realizzati con rami trovati sul posto. Il fuoco (se possibile con un riflettente in sassi) viene acceso davanti al lato aperto; è necessario ovviamente montare la tenda sopravvento rispetto al fuoco.


Il poncho (quello della foto è dell'US-Army) è un equipaggiamento insostituibile; non solo serve da protezione per la pioggia (copre anche lo zaino) ma può essere usato per fare una barella, per realizzare il galleggiante nel river-crossing o per fare una "distillatore solare". Quando si fa attività outdoor non deve mai mancare nel nostro equipaggiamento.

PUGNO DI SCIMMIA

Ecco il modo più semplice per realizzare il nodo "pugno di scimmia" (se all'interno si inserisce una biglia il nodo sarà perfetto).