mercoledì 23 aprile 2008

DISLIVELLI E PENDENZE















Il dislivello è la differenza di quota tra due punti; nelle carte dell' IGM le quote vengono espresse in metri e indicano l'altezza del punto rispetto al livello del mare (nella foto il dislivello tra quota 107 e quota 85 è di 22 metri). Tutti i punti di uguale quota vengono uniti da curve chiamate isoipse o curve di livello che hanno lo scopo di rappresentare l'altimetria di una superficie: l'equidistanza tra due curve di livello è:
- di 25 metri se la curva è continua
- di 5 metri se la curva è tratteggiata.
La pendenza è il rapporto tra il dislivello e la distanza planimetrica (ovvero la distanza letta sulla carta): per andare da quota 85 a quota 107 bisogna percorrere 500 metri salendo di 22. La pendenza percentuale indica invece di quanti metri bisogna salire ogni 100 metri (se la pendenza, ad esempio, è del 30% significa che ogni 100 metri dobbiamo salire di 30).
Nella pianificazione di un itinerario ricavare la pendenza è molto importante in quanto ci permette di capire quale saranno le difficoltà da affrontare.

martedì 22 aprile 2008

IL MACHETE













Il machete è uno degli strumenti più efficaci nelle situazioni di emergenza: può essere usato per tagliare fronde, rovi o rami, per scavare, scortecciare un albero, tagliare funi o giunchi, fare la punta ad un grosso ramo. Essendo realizzato con acciai non eccessivamente duri può essere facilmente riaffilato. Ha l' inconveniente di essere un po' ingombrante.
Nella foto due modelli USA: a destra un machete dell' US-ARMY con lama lunga 45 cm. Si tratta di un modello particolarmente robusto. A sinistra un machete della Camillus risalente alla 2° Guerra Mondiale e dotazione dei piloti di cacciabombardieri che operavano nel Pacifico. La lama può essere ripiegata nel manico (lunghezza circa 30 cm).

LEGGERE UNA CARTA TOPOGRAFICA

Qualsiasi carta (mappa, carta topografica, corografica o geografica) risponde a due requisiti essenziali:
- è stata disegnata orientando il margine superiore al Nord
- usa una scala di proporzione.
L' orientamento della carta al Nord ci consente con maggiore rapidità di trovare la nostra posizione e riconoscere i vari particolari topografici; ogni volta che si usa una carta la prima cosa da fare è orientare il margine superiore al Nord (possiamo usare una bussola oppure aiutarci con i sistemi illustrati nel blog).
La scala di proporzione fa si che una distanza sulla carta corrisponda ad una determinata distanza sul terreno: ad esempio un centimetro sulla carta corrisponde a 250 metri sul terreno (in questo caso si dice che la carta ha una scala 1 al 25.000 ovvero un centimetro sulla carta corrisponde a 25.000 centimetri sul terreno = 250 m).
Le carte, in relazione all' uso, possono avere scale diverse; quelle più usate nell' escursionismo sono le carte con scala 1:50.000 (un centimetro sulla carta = 500 metri sul terreno) in quanto aggiornate, particolareggiate e abbracciano un settore piuttosto ampio.
La scala di proporzione (anche in forma grafica) la trovate al margine inferiore della carta.
Le carte di maggiore diffusione sono quelle dell' IGM (Istituto Geografico Militare) che è incaricato di curare la cartografia nazionale; si trovano presso i rivenditori autorizzati oppure possono essere acquistate richiedendole direttamente all' Istituto (www.igm.org).
La carte IGM vengono prodotte in varie scale; le più diffuse sono:
- i fogli con scala 1:100.000 (1 centimetro sulla carta=1 km)
- i quadranti con scala 1:50.000
- le tavolette con scala 1:25.000.

venerdì 18 aprile 2008

SPECCHIO DA SEGNALAZIONE











In qualsiasi negozio di nautica è possibile acquistare un piccolo specchio da segnalazione che costituisce dotazione per le imbarcazioni di salvataggio. Lo specchio, in plastica, è facile da usare e molto efficace: il modello della foto, prodotto in Francia, ha una portata di circa 10 chilometri. Il foro centrale con il disco rosso è un ingegnoso sistema per puntare lo specchio con ottima precisione (le istruzioni per l'uso sono stampate nella parte posteriore).
Lo specchio da segnalazione può essere usato per inviare un segnale di soccorso o richiamare l' attenzione dei soccorritori.

giovedì 17 aprile 2008

COME COSTRUIRE UN BAROMETRO











Il barometro è lo strumento che misura il valore della pressione atmosferica e le sue variazioni (alta pressione-bel tempo/bassa pressione-cattivo tempo). Un semplicissimo barometro può essere realizzato con un barattolo di latta o vetro su cui va applicata una membrana (realizzata con un palloncino o con della pellicola trasparente usata in cucina). Sulla membrana viene fissata, con del nastro adesivo, una cannuccia o una sottile asticella; all' estremità della cannuccia (che è il nostro ago del barometro) posizioneremo un righello o una scala graduata in maniera tale da leggere le oscillazioni dell' ago. Con l'alta pressione la membrana verrà schiacciata e l'asticella tenderà ad innalzarsi; viceversa con la bassa pressione la membrana tenderà ad espandersi e l'asticella ad abbassarsi. Più semplice di così!

venerdì 11 aprile 2008

METEO - L' UMIDITA' (4° parte)














Per umidità atmosferica si intende la presenza di vapore acqueo prodotto dalla evaporazione delle superfici liquide della terra per l’azione calorifica della radiazione solare.
La quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere dipende dalle condizioni di temperatura e pressione del momento: quanto più è elevata la temperatura di un certo volume d’aria tanto più vapore esso può contenere tenendo presente che per ogni temperatura esiste una quantità massima che non può essere superata.
Una massa d’aria che contiene la massima quantità di vapore ammissibile per la temperatura alla quale si trova è una massa d’aria satura; la temperatura alla quale si verifica questa condizione è detta punto di saturazione o di rugiada. La temperatura di rugiada permette di prevedere, in funzione del raffreddamento notturno, le probabilità di formazione della nebbia (se durante la notte la temperatura scende al di sotto di quella di rugiada sicuramente si formerà la nebbia).
L’umidità relativa (che si esprime con il rapporto tra la quantità di vapore acqueo effettivamente presente nell’aria e la quantità necessaria a rendere l’aria satura) è la grandezza che comunemente si presta meglio a rappresentare il grado di umidità dell’aria poiché permette di giudicare se un dato ambiente per una determinata temperatura è più o meno lontano dalla saturazione.
Per misurare l’umidità viene usato l’igrometro (generalmente si tratta di igrometri a capello in quanto utilizzano capelli umani che sono particolarmente sensibili alle variazioni di umidita').
L’umidità dell’aria quando è a elevate temperature è fonte di disagio perché limita la perdita di calore corporeo attraverso l’evaporazione del sudore. Un basso tasso di umidità permette un maggiore raffreddamento per evaporazione mentre umidità elevate ostacolano l’evaporazione cutanea.
Esistono alcuni indici utilizzati per stimare il disagio associato alle condizioni atmosferiche calde e umide; l’indice HUMIDEX, sviluppato nel 1965, cerca di rappresentare la temperatura effettivamente percepita dal corpo umano (temperatura apparente) attraverso la combinazione di temperatura e umidità (fascia gialla: malessere; giallo scuro: malessere generalizzato; ocra: grave malessere; rosso: pericolo).

mercoledì 9 aprile 2008

LA RICERCA DELL' ACQUA











L' acqua è un elemento indispensabile e senza di essa non si può sopravvivere per piu di 3-5 giorni. Procurarsi dell' acqua in un terreno arido o desertico è molto difficile: si può tentare di ottenerla estraendola da alcune piante grasse (dalla polpa dei cactus o dalle radici delle succulente) oppure realizzando un distillatore solare (vedi foto a sin.). Dove c'è vegetazione la si può ottenere dalla rugiada che si forma al mattino (avvolgere degli stracci intorno alle gambe e poi camminare tra l'erba bagnata; gli stracci vanno poi strizzati per ottenere dell' acqua) oppure avvolgendo piante o fronde in sacchetti di nylon (foto a destra).
Se utilizziamo l'acqua piovana (la si può trovare nelle fessure della roccia o in alberi cavi) preleviamola con cautela dalla superficie evitando di smuovere il fondo; se possibile facciamola bollire prima di berla o filtriamola (un semplice filtro può essere fatto con garza, cotone o con un pezzo di tessuto; possiamo realizzare un filtro alternando il tessuto a strati di erba o muschio).

sabato 5 aprile 2008

I RIPARI


La costruzione di un riparo o giaciglio può rendersi necessaria per trascorrere una notte all' aperto o per proteggersi dal freddo, vento o pioggia. Nel realizzarlo è opportuno sfruttare quello che la natura può offrici: buche, anfratti, basi di conifere, alberi caduti. Un riparo va realizzato possibilmente in una zona idonea (vicino all' acqua e alla legna per il fuoco) evitando:
- le depressioni in quanto durante la notte l' aria fredda si deposita in basso
- l'esposizione ai venti di tramontana (venti freddi provenienti da Nord)
- i letti asciutti di fiumi o torrenti (pericolo in caso di pioggia).
La struttura del riparo deve essere robusta (se non abbiamo del cordino per legare i pali, usare delle fibre vegetali) e va coperta con più strati di fogliame disposto in maniera da facilitare lo scorrimento della pioggia. All' interno del riparo creare uno strato isolante con foglie, felci o aghi di pino; all' esterno realizzare un riflettore per fuoco.

venerdì 4 aprile 2008

METEO - I FRONTI (3° parte)






FRONTE FREDDO



FRONTE CALDO


Le masse d’aria in movimento non sono continue ma separate da una superficie detta fronte che divide masse d’aria con temperature diverse. Si origina un fronte caldo quando l’aria calda incontrando quella fredda comincia ad innalzarsi in diagonale spostandosi verso quote più alte (l'aria calda innalzandosi incontra minore pressione per cui si espande raffreddandosi). Da qui la formazione di nubi stratificate e piogge estese e continue; nel fronte freddo l’aria fredda incalza quella calda e la solleva rapidamente dando luogo a nubi cumuliformi, rovesci e temporali . Quando un fronte freddo, a causa della differente velocità, raggiunge un fronte caldo può accadere che i due diventino un fronte unico generando una occlusione.

USO DELLA MANTELLINA PONCHO (PONCHO LINER)














Il poncho-liner è un oggetto che non dovrebbe mai mancare nel nostro equipaggiamento in quanto è in grado di assolvere a numerose funzioni: può essere utilizzato per proteggersi dalla pioggia (la mantellina copre anche lo zaino), per realizzare un riparo, per costruire una tenda, per approntare una barella di fortuna o per fare un galleggiante in caso di attraversamento di un fiume.
Realizzato in nylon antistrappo pesa poco, è poco ingombrante ed è facilmente reperibile nei negozi di articoli militari o outdoor. Nel realizzare un riparo di emergenza invece dei cordini possiamo utilizzare degli elastici per auto anch' essi molto comodi e che possiamo inserire nel nostro equipaggiamento base.

mercoledì 2 aprile 2008

COME RICONOSCERE UNA VIPERA









In Italia sono presenti le seguenti specie di vipera:
- Vipera di Orsini (Appennino umbro-marcheggiano e in Abruzzo)
- Marasso (in tutte le regioni alpine)
- Vipera comune (presente in tutte le regioni esclusa la Sardegna)
- Vipera dal corno (Alto Adige, Trentino e Friuli)
Per riconoscere una vipera osservare soprattutto la forma del corpo che è sempre tozzo, compatto e con la coda relativamente breve; altri elementi sono la forma della testa triangolare e la pupilla verticale.
In caso di morso procedere come se si trattasse di una frattura ovvero immobilizzazione della zona colpita mediante un bendaggio di tipo compressivo e, se si tratta di un arto, posizionamento di una stecca; successivamente trasporto in ospedale.

martedì 1 aprile 2008

METEO - IL FATTORE WINDCHILL (2° parte)




















Il tempo meteorologico è caratterizzato da fenomeni quali la temperatura, la pressione, l' umidità, il vento e le meteore (fenomeni naturali che si manifestano nell' atmosfera quali pioggia, grandine, fulmini ecc.). La temperatura, che è all' origine di ogni fenomeno meteo, si misura con il termometro: particolare importanza riveste l'escursione termica ovvero la differenza tra la temperatura masssima e quella minima raggiunte nelle 24 ore.
In presenza di vento un termometro non è in grado di registrare la reale sensazione di freddo avvertita da un corpo umano pertanto è stato introdotto il FATTORE WINDCHILL (potere raffreddante del vento). In caso di bassa temperatura e forte vento la tabella indica qual' è la reale temperatura avvertita da una corpo è quale è il tempo di sopravvivenza in caso di esposizione prolungata (fine 2° parte).

sabato 29 marzo 2008

COPERTA ISOTERMICA

Le coperte isotermiche alluminizzate sono particolarmente utili nell' attività di soccorso e survival; a fronte di dimensioni e ingombro ridottissimo (nella foto il mod. piccolo misura cm. 9X2X5) hanno una elevata capacità riflettente (sono in grado cioè di trattenere fino all' 80% del calore corporeo). Le coperte possono essere utilizzate sia per la protezione dal freddo (parte argentata rivolta verso il corpo) e dal caldo (parte dorata rivolta verso il corpo) sia come teli da segnalazione.
Realizzate con teli di poliestere metallizzato o reticolato non dovrebbero mai mancare nel nostro equipaggiamento.

mercoledì 26 marzo 2008

METEOROLOGIA (1°parte)

Il tempo meteorologico influenza in modo determinante qualsiasi attività umana pertanto la conoscenza di come le condizioni del tempo possono evolvere è di enorme importanza.
Oggi le previsioni, ottenute con sofisticati modelli matematici e con le immagini di satelliti e radar, sono molto precise. L' attendibilità è in funzione del tempo di previsione:
- eccellente attendibilità per le previsioni alle 12 ore
- buona per quelle a 3-5 giorni
- medio/bassa per quelle a 7-10 giorni.
La conoscenza anche superficiale dei fenomeni meteorologici e la disponibilità di semplici strumenti (barometro, termometro e igrometro) consentono a chiunque di poter effettuare una previsione.
Poichè le masse d'aria si spostano, a causa dello squilibrio barico, dai centri di alta (aree anticicloniche) a quelli di bassa pressione (aree cicloniche) qualsiasi variazione significativa e repentina del barometro indica un possibile cambiamento del tempo (bassa pressione tempo brutto- alta pressione tempo bello).
Anche le nubi sono un ottimo indicatore:
- le nubi alte (cirri) indicano di norma l'approssimarsi di una perturbazione
- le nubi medie e a sviluppo verticale (cumuli) possono significare l'arrivo di un fornte freddo con piogge intermittenti e violente
- le nubi stratificate un fronte caldo con piogge persistenti.
(fine 1° parte)


venerdì 21 marzo 2008

COLTELLI PER LA SOPRAVVIVENZA

Nella sopravvivenza il coltello è uno degli strumenti indispensabili: una buona lama è in grado di aiutarci in ogni situazione. Vi propongo due coltelli pensati per il survival.
Il primo (foto in alto) è un Fallkniven Pilot Survival: è un coltello svedese molto apprezzato per la qualità e durezza dell' acciaio (la lama sandwich è realizzata da due strati di acciaio all'interno dei quali è inserito uno strato più "duro" per mantenere il filo).
Il secondo coltello (foto in basso) è un Bushman della Cold Steel. La lama si ispira a quelle usate dai Boscimani (popolo che vive nel deserto del Kalahari). L'impugnatura, realizzata ripiegando la barra di acciaio con cui è realizzata la lama, consente l'inserimento di un' asta in maniera da trasformare il coltello in una lancia o machete. Il Bushman, realizzato in varie lunghezze, ha un prezzo molto basso (circa 35-40 Euro).

lunedì 25 febbraio 2008

LA BUSSOLA MAGNETICA







La bussola è lo strumento che mediante un ago magnetico indica la direzione del Nord magnetico (punto di convergenza delle linee di forza magnetica). Il Nord magnetico non coincide con il Nord geografico (punto di incontro dei meridiani geografici); questa differenza può essere agevolmente ricavata con il calcolo della declinazione magnetica (il valore di declinazione magnetica da imporre alla bussola per trasformare il Nord magnetico in Nord geografico è trascurabile quando si percorrono itinerari brevi).
Una bussola è costituita di norma da un contenitore al cui interno vi è un perno su cui poggia l'ago calamitato che cosi è libero di ruotare in tutte le direzioni; la parte superiore del contenitore è trasparente con una ghiera graduata mentre la parte inferiore riporta una graduazione in gradi sessagesimali (da 0 a 360°) o in gradi millesimali (da 0 a 6400°°).
Il contenitore di una bussola può essere riempito di una miscela di acqua e alcol allo scopo di diminuire le oscillazioni dell'ago (l'alcol congela ad una temperatura più bassa dello 0 punto di congelamento dell'acqua). Quando si usa una bussola è buona norma mantenerla orizzontale e distante da masse metalliche in grado di interferire con il campo magnetico (carrozzeria dell'auto, piccozza ecc.).
Le bussole più utilizzate sono quelle da orientamento e quelle goniometriche con le quali è possibile effettuare la lettura di un azimut (l' azimut è l'angolo formato tra la direzione del Nord e la direzione di un punto o oggetto individuato sulla carta topografica o sul terreno; sulla carta l'azimut viene calcolato utilizzando un normale goniometro).
La bussola viene utilizzata per muovere lungo una rotta prestabilita, per orientare la carta topografica e per leggere un azimut.
Per seguire una rotta (direzione tra due punti individuati sulla carta topografica) si procede nel modo seguente:
- si ruota la ghiera graduata sino a far coincidere il valore di rotta con la freccia di riferimento (nella foto 240° o 4200 millesimi);
- si orienta la bussola al Nord;
- mantenendo la bussola orientata al Nord si marcia nella direzione indicata dalla freccia.

mercoledì 20 febbraio 2008

IL KIT DI PRONTO SOCCORSO

Il kit di PS ci consente di eseguire piccoli interventi in caso di ferita o di un infortunio in genere. Può essere più o meno 'elaborato' e questo in relazione allo spazio disponibile, all' attività che dobbiamo fare e alle nostre conoscenze nel campo del primo intervento; vediamo due diverse tipologie.
La prima riguarda un kit da portare sempre al seguito. Il contenitore può essere una semplice busta di nylon all' interno della quale inserire dei guanti in lattice, un laccio emostatico, un pacchetto di medicazione (garze che consentono di tamponare una emorragia), alcuni cerotti, degli steri-strip (cerotti da sutura), alcune compresse di aspirina o paracetamolo (antidolorifico e antifebbrile).
Se nello zaino (o in macchina, barca ecc.) abbiamo spazio allora realizziamo un kit utilizzando uno specifico contenitore (in commercio ne esistono molti tipi) nel quale inserire: guanti di nylon, laccio emostatico, pacchetto di medicazione, cerotti, disinfettante (ad esempio Betadine o mercurocromo), pomata antiustioni, antidolorifico e antidiarroico, garze, una benda, un ago da cucire, una pinza emostatica, una forbice, una lametta da bisturi, un flaconcino di ammoniaca, della polvere emostatica.

mercoledì 13 febbraio 2008

L' EQUIPAGGIAMENTO PER UNA ESCURSIONE


Se decidiamo di fare una escursione o una marcia in montagna (non ha importanza se resteremo fuori qualche ora e l'itinerario si presenta facile) portiamo sempre con noi un coltello pieghevole, una scatola di fiammiferi, del cordino di nylon.
Se poi l'escursione si presenta più impegnativa allora è necessario mettere in atto alcune misure di sicurezza e adeguare il nostro abbigliamento ed equipaggiamento al tipo di attività che si intende fare.
a. misure di sicurezza:
- prima di muovere controlliamo sempre il nostro itinerario su di una carta topografica (o carta dei sentieri); se non possiamo portare al seguito la carta cerchiamo almeno di memorizzare quanti più particolari possibile;

- lasciamo detto (a chi rimane in base, ai gestori del rifugio, al personale della locale Sezione del CAI ecc.) in quale località siamo diretti e quante ore resteremo fuori; se possediamo un telefono cellulare lasciamogli anche il nostro numero. Memorizziamo i numeri di emergenza (CAI, Guardia Forestale, Eliambulanza ecc.);
- informiamoci sulle condimeteo: le previsioni a 9-12 ore sono molto precise.

b. abbigliamento ed equipaggiamento:
- se ci troviamo in montagna portiamo sempre al seguito una giacca a vento o un indumento pesante (il tempo in montagna cambia rapidamente e la temperatura può scendere di parecchi gradi -pericolo di ipotermia);
- nel nostro zaino non deve mai mancare una mantellina impermeabile (poncho) e un kit di pronto soccorso
Realizziamo inoltre una scatola di sopravvivenza e portiamola sempre con noi.
Se ci siamo persi ecco cosa fare:

1. mantenere la calma (chi è in preda al panico non ragiona!): se abbiamo lasciato detto a qualcuno dove intendevamo andare e l’ora del rientro prima o poi ci verranno a cercare!
2. se abbiamo con noi un telefono cellulare chiamare uno dei numeri di emergenza e descrivere la zona dove ci troviamo;
3. altrimenti tornare indietro per cercare di ritrovare il sentiero perso e riconoscere una zona che ci è familiare;
4. scendere verso il fondovalle seguendo il corso di un torrente o una linea elettrica o dirigere nella direzione in cui si ritiene ci sia un centro abitato o una strada (ci può essere di aiuto il fatto di aver memorizzato, prima di partire, l' itinerario sulla carta topografica);
5. se si sta avvicinando il buio fermarsi, costruire un riparo per la notte e accendere un fuoco.

Nel realizzare il riparo attenersi ai seguenti criteri:
- scegliere una zona riparata dai venti di tramontana (venti provenienti da Nord);
- evitare le depressioni (l'aria fredda si deposita in basso) e i letti asciutti dei torrenti (in caso di pioggia c'è il pericolo di una piena);
- trovare un luogo vicino all'acqua e dove sia possibile avere sufficiente legna da bruciare durante la notte (macchia, bosco ecc.).

martedì 12 febbraio 2008

IL NODO PRUSIK










Il nodo Prusik è un nodo autobloccante in quanto stringe se sottoposto a trazione; nel momento in cui cessa la trazione può essere facilmente allentato. Si esegue con un asola di cordino e in sostanza consiste nell' effettuare, sulla corda su cui ci si deve bloccare, una bocca di lupo doppia o tripla.

I NODI SCORSOI









I nodi scorsoi sono nodi che sottoposti a trazione 'scorrono' e pertanto si stringono sull' oggetto sul quale sono stati "incappellati":
- nodo dell' impiccato (in alto nella foto) : è un ottimo nodo scorsoio in quanto non si allenta con il cessare della trazione
- parlato scorsoio (in basso nella foto): il nodo scorsoio è ottenuto con la gassa di un nodo parlato.

LE GASSE










Le 'gasse' sono degli occhielli o asole di corda che vengono eseguite all' estremità di una corda e non sono scorrevoli.
- gassa d'amante (foto a sin.): nodo "fondamentale" che si presta a numerosi utilizzi. La sua esecuzione richiede un po' di pratica
- nodo Savoia doppio (foto a des.): serve, ad esempio, per collegare l'estremità della corda all' imbragatura da alpinismo.

I NODI DI AVVOLGIMENTO










I nodi di avvolgimento servono per "avvolgere" (bloccare) la corda su di un oggetto: palo, picchetto, anello, moschettone.
- parlato semplice (foto a sin:): è un nodo molto usato sia nell' alpinismo che nella nautica
- bocca di lupo (foto a des.): semplicissimo da eseguire non deve però essere utilizzato per assicurare una persona.

I NODI DI GIUNZIONE











I nodi di giunzione servono per unire 2 corde di uguale o diverso diametro, sono facili da eseguire e si sciolgono facilmente:
- nodo piano (foto a sin. in alto): serve per unire 2 corde di uguale diametro. Attenzione! Con le corde in nylon tende a scorrere
- nodo rete (foto a sin. in basso): serve per unire 2 corde di diametro diverso. Ha un'ottima tenuta. Viene utilizzato anche per fare le reti
- nodo inglese (foto a des. in alto): serve per unire corde di uguale o diverso diametro. Ha un' ottima tenuta
- nodo rete doppio (foto a des. in basso): come sopra, molto sicuro.

lunedì 11 febbraio 2008

LE CORDE












Le corde sono formate da fibre ritorte e intrecciate tra di loro; alcuni tipi di corda (come le corde da alpinismo) sono ricoperte da una guaina mentre le corde vegetali di grande diametro contengono all' interno un' anima in cordino che ne impedisce la deformazione.

Le corde possono essere in fibre vegetali (cotone, canapa, sisal ecc.) o sintetiche. Vediamo vantaggi e svantaggi:
- corde in fibre vegetali: resistenti, meno costose, hanno un allungamento limitato; pesanti, rigide se bagnate, tendono a marcire;
- corde in fibre sintetiche: molto resistenti, leggere, non temono l'umidità; molto costose, soggette ad allungamento, risentono del calore e della luce solare.
Le corde da alpinismo possono essere dinamiche (ideali nell' arrampicata) o statiche (utilizzate nell' attività speleo): particolare cura deve essere posta nel loro utilizzo (evitare di calpestarle, non sottoporle ad eccessivo attrito o a strappi, mantenerle ben distese e pulite: possono essere lavate in lavatrice con un programma per capi delicati).
Ogni corda ha un suo carico di lavoro e rottura: operare sempre al di sotto di questi valori.

I NODI


Baden Powell ricordava sempre ai suoi scouts che un nodo ben fatto (sicuro e facile da sciogliere) può salvare una vita e raccontava un episodio accaduto realmente. Alcuni turisti che si erano portati sulle rive di un fiume gelato per osservare delle cascate furono trascinati via dalla corrente su di un lastrone di ghiaccio. Per salvarli furono lanciate da un ponte alcune funi ma i malcapitati, una volta afferratele, non riuscirono ad annodarle intorno al corpo e così perirono.
La conclusione è che sarebbe stato sufficiente fare, all'estremità di ogni fune, una gassa d'amante per salvare tre vite umane!
Conoscere i nodi è di fondamentale importanza. Procuratevi del cordino da 8 mm ed esercitatevi fino a quando non avrete imparato i nodi più utili (8-10 nodi, non di più).
Nei posts che seguiranno verranno illustrate le caratteristiche delle corde e i nodi che è opportuno conoscere.

domenica 10 febbraio 2008

FORNELLETTO DA CAMPO















Tra gli equipaggiamenti da avere al seguito un fornelletto che utilizza tavolette di meta risulta essere molto utile; è ideale per riscaldare cibi liofilizzati o preparare una bevanda calda. Il modello della foto occupa uno spazio ridottissimo in quanto è realizzato con una semplice piastrina di metallo i cui bordi vanno piegati per creare il fornello (in questo modo la fiamma è protetta dal vento). In commercio esistono numerosi modelli tutti dal peso e ingombro contenuti.

domenica 13 gennaio 2008

LA SCATOLA DI SOPRAVVIVENZA


Gli esperti di sopravvivenza consigliano di approntare e portare sempre con se una "scatola di sopravvivenza". Si tratta di un contenitore (di plastica o metallo, possibilmente stagno) all'interno del quale vengono inseriti alcuni oggetti che possono essere utili in caso di necessità. La scatola viene portata al seguito (nelle tasche o nello zaino) ogni volta che si fa una escursione o una semplice passeggiata nei boschi; le dimensioni della scatola sono in relazione allo spazio disponibile. Scatole della sopravvivenza di maggiori dimensioni (e quindi con una maggiore dotazione) possono essere custodite nell' autovettura o in barca.
Gli oggetti che vanno inseriti nella scatola sono:
- fiammiferi e accendino a gas (meglio se i fiammiferi sono controvento)
- una tavoletta di meta (necessaria per accendere il fuoco in caso di forte vento o se piove)
- alcuni aghi per cucire (utili per fare una 'bussola')
- un mozzicone di candela
- filo di nylon. piombi e ami
- una o più lame di taglierina
- alcune spille da balia
- una piccola bussola
- compresse di aspirina o paracetamolo
- cerotto e steri-strips
- un condom (da utilizzare come serbatoio per l'aqua)
- alcuni metri di cordino di nylon.
Altri oggetti, se le dimensioni della scatola ce lo consentono, possono essere inseriti quali stick cyalume, penna e razzi da segnalazione, filo di ferro, pasticche per potabilizzare l'acqua ecc.
Si tratta comunque di oggetti di poco costo e facili da recuperare.
Dobbiamo abituarci a portare sempre con noi la scatola di sopravvivenza: un piccolo oggetto che può essere di grande aiuto.

giovedì 27 dicembre 2007

IL COLTELLO RANDALL N. 1

Il coltello da combattimento e da sopravvivenza (all purpose) Randall n. 1 è uno dei più famosi coltelli e senza alcun dubbio il coltello da combattimento più imitato al mondo. Realizzato dal coltellinaio Bo Randall fu molto apprezzato dagli appartenenti alle Forze Speciali e dai soldati impegnati nella guerra del Vietnam. Questa lama viene forgiata e realizzata a mano e prodotta, con materiali di altissima qualità, in un numero limitato di esemplari. Il catalogo della Randall Knives comprende coltelli da combattimento, per il survival, per la caccia o per usi particolari. Visita il sito Randall Collector.

LAMPADA FRONTALE

Il modello E+LITE è una nuova lampada frontale della PETZL del peso di 40 grammi. La piccola lampada, dotata di pratico contenitore, utilizza 3 led bianchi e 1 a luce rossa e ha la possibilità di fornire luce fissa o intermittente.

martedì 4 dicembre 2007

COME TROVARE IL NORD




La direzione del Nord può essere trovata agevolmente anche se non si dispone di una bussola. Vediamo tre metodi semplici ma molto precisi.

1. Metodo dell'orologio: disporre la lancetta delle ore in direzione del sole e dividere per due l'ora indicata dall'orologio. Se sono le nove: 9:2=4.5; questa è la direzione del Nord.

2. Metodo dell'ombra: piantare in terra un bastone alto circa 1 metro e segnare con una pietra (o un picchetto) dove termina l'ombra proiettata dal sole. Attendere 15' e ripetere l'operazione. Ora unire le due pietre con un cordino (o più semplicemente con una linea immaginaria): la normale a questa linea è il Nord.

3. metodo dell'ago: strofinare con un panno (o un lembo di tessuto) l'estremità di un ago da cucire dopodichè poggiare delicatamente l'ago sulla superfice dell'acqua contenuta in un contenitore non metallico. La punta dell'ago si dispone in direzione Nord.

E' bene ricordare che il sole sorge ad EST (alle ore 6 circa), tramonta ad OVEST (alle ore 18 circa) e alle ore 12 è sempre a SUD (l'ombra viene proiettata quindi in direzione NORD).

lunedì 3 dicembre 2007

IL GPS



Il GPS (acronimo di Global Positioning System) è uno strumento in grado di fornire la posizione, in coordinate geografiche o chilometriche, di un operatore posto su di un punto qualsiasi dell'intera superficie terrestre.
Il GPS è uno strumento preciso, sicuro e affidabile.
Il sistema si basa essenzialmente su tre segmenti:
- la costellazione dei satelliti: è costituita da 27 satelliti (24 operativi e 3 di riserva) che orbitano intorno alla terra alla distanza di 20.183 km
inviando un segnale radio sulla frequenza di 1575,42 Mhz;
- le stazioni di controllo terrestre: hanno il compito di gestire l'intero sistema e correggere i dati di posizione aumentandone la precisione;
- il terminale GPS: è la stazione ricevente in grado di elaborare il segnale emesso dai satelliti (almeno tre) e fornire la posizione con un precisione di 3-5 metri.
Il segnale emesso dai satelliti non è particolarmente forte per cui non è in grado di attraversare ad esempio il fogliame molto fitto; in vicinanza di ostacoli (edifico, collina ecc.) il segnale potrebbe indurre lo strumento ad un errore di alcuni metri.
L'uso di un GPS non richiede particolari capacità però è necessario , quando lo si usa per la prima volta, inizializzare lo strumento inserendo, dalla pagina menu, i seguenti dati:
- dalla country list, il paese in cui ci si trova (Italia);
- dalla lista dei Map Datums, il dato di mappa relativo alla cartografia in uso (per le carte dell' IGM, l' European 1950);
- per il formato relativo ai dati di posizione il MGRS in grado di fornire le coordinate chilometriche con valori espressi con 5 cifre.
Su ogni ricevitore GPS è possibile accedere alle seguenti pagine:
- pagina relativa allo stato dei satelliti: fornisce i dati relativi alla costellazione dei satelliti, all'intensità del segnale ricevuto e alla precisione dello strumento;
- pagina della rotta : oltre a fornire, mediante una traccia, il percorso effettuato indica anche quale è la rotta per tornare la punto di partenza o raggiungere un nuovo punto;
- pagina della bussola: come una normale bussola indica la direzione del Nord e la rotta che si sta seguendo (per attivare la bussola è necessario essere in movimento);
- pagina dei dati di posizione e navigazione: fornisce i dati relativi alla posizione (in coordinate chilometriche o geografiche), la direzione di movimento, la distanza percorsa e la velocità, più eventualmente altri dati (velocità media, ora, ora del sorgere e tramonto del sole ecc.).
In ogni GPS è possibile poi inserire un certo numero di waypoints, da 250 a 500: i waypoints sono punti di cui conosciamo la posizione perchè ci siamo transitati sopra o perchè l' abbiamo ricavata dalla carta topografica. Con la funzione GOTO (vai a) è possibile ottenere la rotta e la distanza tra due o più waypoints.
I ricevitori funzionano con
normali batterie a stilo ma poichè l'assorbimento è abbastanza elevato (specie se si usa la retro-illuminazione del display) è necessario avere sempre al seguito delle batterie di ricambio.
Il GPS è uno strumento formidabile: preciso e affidabile non dovrebbe mai mancare
nell'equipaggiamento di un escursionista
.

Note:

- il GPS nasce come sitema militare e pertanto sino al 2000 il segnale veniva volutamente 'degradato' in maniera tale che i dati di posizione dei ricevitori commerciali contenevano un errore variabile tra i 50 e i 100 metri; su pressione delle aziende produttrici l' Amministrazione della Difesa USA ha eliminato tale inconveniente per cui i GPS attualmente risultano molto precisi;
- per fornire il dato di posizione la memoria del GPS utilizza un almanacco che contiene i dati relativi alla posizione di ciascun satellite. Tale almanacco deve essere aggiornato con continuità: pertanto un uso frequante dello strumento consente un costante aggiornamento dell' almanacco e permette di ottenere il dato di posizione più rapidamente (qualche secondo).



giovedì 29 novembre 2007

SURVIVAL

S STUDIA ATTENTAMENTE LA SITUAZIONE
U USA TUTTI I TUOI SENSI
R RICORDA I LUOGHI DOVE SEI STATO E GLI ITINERARI CHE HAI PERCORSO
V VANIFICA LA PAURA E IL PANICO
I IMPROVVISA
V VALUTA POSITIVAMENTE IL FATTO DI ESSERE VIVO
A AGISCI COME I NATIVI
L LOTTA USANDO DEGLI ESPEDIENTI E LE TECNICHE CHE HAI APPRESO

(Tratto da US Army Survival Field Manual)

mercoledì 28 novembre 2007

POLVERE EMOSTATICA




L' US Army da alcuni anni usa un prodotto in polvere in grado di arrestare rapidamente gravi emorragie; il prodotto, denominato Quick Clot, assorbe l'acqua presente nel sangue bloccando in circa 2 minuti l'emorragia. Questa polvere, in distribuzione a soldati e poliziotti, ha salvato la vita a numerose persone. Il prodotto non è in commercio in quanto presenta alcune controindicazioni e va usato solo per casi di estrema urgenza (l'assorbimento dell'acqua nel sangue sviluppa un forte calore in grado di provocare anche ustioni di 2° grado). Attualmente, da parte della Z- Medica che lo produce, è allo studio la possibilità di eliminare tale inconveniente.
In commercio esiste invece un prodotto della nota PIC denominato Polvere Stop Hemo in grado di arrestare l' emorragia di piccole ferite e favorirne la cicatrizzazione.

lunedì 26 novembre 2007

VEST EMERGENCY SUSTENANCE





Sono entrato in posssesso, alcuni anni fa, di un giubbetto da sopravvivenza per i piloti dell' USAF. Si tratta di un Vest Emergency Sustenance Tipo 1 in tessuto e in ottimo stato: apparteneva ad un pilota di nome Dettling.
Il Vest, che ha 14 tasche esterne e 2 tasconi interni, fu sviluppato nella 2° Guerra Mondiale ed impiegato poi dai piloti da caccia nella Guerra di Corea e Vietnam. Utilizzando le istruzioni stampigliate sul tessuto ho cercato di equipaggiarlo come era in origine (ovviamente con materiali recenti e non originali). Il Vest contiene ora i seguenti oggetti (vedi foto):
- coltello e pietra per affilare la lama
- specchio da segnalazione
- kit di pronto soccorso
- razzi da segnalazione
- cordino
- torcia elettrica e luce chimica
- bussola e fischietto
- fiammiferi controvento e acciarino
- fornelletto e meta
- contenitore per acqua
- guanti e zanzariera per il viso
- telo in tessuto alluminizzato
- repellente per insetti.
Oggi i piloti utilizzano vest in tessuto sintetico con sofisticati equipaggiamenti (compreso GPS e radio); in commercio esistono comunque giubbetti da sopravvivenza anche per i piloti civili (fai una ricerca sul web).

sabato 24 novembre 2007

L' IPOTERMIA

Il corpo umano ha una temperatura media di 36,8 °: qualsiasi variazione in più o in meno di questo valore (specie se prolungata) provoca gravi danni. In presenza di temperature rigide, qualora non si possiedano protezioni adeguate c'è sempre il rischio che la temperatura corporea scenda al di sotto dei valori normali: in questo caso si parla di ipotermia (o assideramento). Il trattamento da adottare consiste nel mettere il colpito in una zona riparata togliendo e sostituendo i vestiti bagnati e fornendo bevande calde non alcoliche. Deve essere evitato nel modo più assoluto di strofinare e massaggiare la vittima (specie con la neve) e questo per evitare di richiamare il sangue dagli organi interni (altrimenti si induce un ulteriore raffreddamento).
Per evitare il pericolo di ipotermia, specie in montagna nella stagione estiva, è opportuno avere sempre al seguito indumenti impermeabili e pesanti in grado di proteggerci se il tempo peggiora rapidamente.

giovedì 22 novembre 2007

COME SCEGLIERE UN BUON BINOCOLO


Prima di acquistare un binocolo è necessario capire quali sono le caratteristiche fondamentali di questo strumento. Un binocolo è in sostanza costituito da due cannocchiali; l'introduzione, all'interno, di prismi consente di aumentare la distanza focale e di raddrizzare l' immagine. I prismi possono essere 'a tetto' (in questo caso lo strumento è più compatto) o possono esser dei 'prismi di Porro' (in questo caso le dimensioni del binocolo sono maggiori).
In un binocolo particolare importanza hanno gli ingrandimenti e la luminosità (ovvero il diametro della lento obiettivo): queste due caratteristiche sono espresse con valori numerici, ad esempio 8X30 e 7X50.
Questi valori inoltre sono in grado di fornirci anche "la pupilla di uscita" che in un buon binocolo deve essere compresa tra 3 e 7 (la pupilla di uscita si calcola dividendo la luminosità per gli ingrandimenti; oppure viene misurata, in mm, con un righello;
vedi foto).
Altre caratteristiche importanti sono:
- la protezione delle lenti mediante films
- il fuoco automatico (in questo caso non ci sono organi in movimento e non si è costretti a mettere a fuoco in continuazione)
- la protezione esterna dello strumento
- la regolazione delle lenti oculari per correggere i difetti di vista.
Anche se la scelta di un binocolo è legata all' impiego che ne dobbiamo fare e alla somma che intendiamo spendere è opportuno optare sempre per uno strumento compatto, leggero e di marca. Personalmente consiglio un binocolo 8X30, con prismi di Porro, autofocus e con rivestimento esterno in gomma. Eccezionale il modello Ranger 8X30 della STEINER.




martedì 20 novembre 2007

L' ALTIMETRO-BAROMETRO


La pressione atmosferica è la forza esercitata sulla crosta terrestre dallo strato di gas che la sovrasta (1 kg. circa per ogni centimetro quadrato di superficie). Per misurare la pressione si usano i barometri mentre l’unità di misura è l’ hectopascal (hPa); il valore standard della pressione al suolo è di 1013 hPa. Poiché il valore della pressione è legato al peso della colonna d’aria sovrastante salendo di quota tale valore diminuisce. Approssimativamente nei primi 1000/2000 metri la pressione diminuisce di 1 hPa ogni 8/9 metri. La relazione tra pressione e altitudine consente di misurare le altezze tramite il valore di pressione.

In sostanza quindi l' altimetro non è niente altro che un barometro che oltre ad indicare i valori di pressione atmosferica (nell' immagine 1016 hPa) indica anche la quota riferita al livello del mare. Di norma tale valore è espresso in metri o in piedi (1 piede è circa 30 centimetri).

L' uso dell' altimetro richiede però che lo strumento venga tarato prima dell' utilizzo. Per fare ciò è sufficiente controllare il valore indicato dallo strumento in un punto di cui si conosce con esattezza la quota; nel caso il valore non sia corretto va impostato quello relativo alla quota del punto . Questa operazione è di estrema importanza: ricordate che molto incidenti con velivoli da turismo sono causati proprio dal non aver tarato lo strumento prima del decollo!